TERRINCA, Adriana (Lilli) ritrova 74 anni dopo chi la salvò dall’Olocausto

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Stazzema, 18 giugno 2018 – Si sono riabbracciati 74 anni dopo. Da una parte Adriana Funaro, familiarmente chiamata “Lilli”, dall’altra gli abitanti di Terrinca che durante la Seconda Guerra Mondiale accolsero la sua famiglia, di religione ebraica, e la salvarono dalla deportazione.

Nel periodo in cui la Repubblica Sociale Italiana dispiegava le sue forze per arrestare gli ebrei e la guerra diventava più dura per l’avvicinarsi del fronte, due donne ebree, nel febbraio 1944, senza mezzi né protezione, giunsero nella frazione di Stazzema. Si trattava di Enrica, giovane torinese, incinta, e di sua cognata Elda, originaria di La Spezia, con i due figli.

Cercavano scampo alla deportazione che già, su delazione, aveva colpito un loro caro congiunto. E presso Stella, la padrona di casa, e da parte del parroco don Egisto, trovarono umana comprensione, solidarietà e protezione. Grazie a loro, nel giugno 1944, Enrica poté dare alla luce, nell’ospedale di Seravezza, Adriana, che, sempre grazie all’azione solidale di alcune donne del paese poté essere allattata.

Adriana, che vive a Gerusalemme, è tornata nel paese che accolse lei e la sua mamma. L’incontro è avvenuto nel circolo “Le Tanacce”.

Ad accoglierla il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che ha consegnato attestati di riconoscenza a cittadini e cittadine di Terrinca che allora, superando pregiudizi e timori di punizioni severe, disobbedirono a leggi ingiuste, seguendo le proprie coscienze ispirate a solidali valori morali e civili.

Adriana ha potuto ricordare quanti contribuirono alla sua salvezza e a quella degli altri parenti, ma anche incontrare alcuni bambini di allora che si ricordavano ancora della famiglia Funaro. Un incontro intriso di commozione, fatto di discorsi e di abbracci più volti interrotti dalle lacrime, e concluso con l’impegno di tenere in vita quei legami nati 74 anni fa.

«E’ stata una bella giornata in un momento storico-politico nel quale l’Italia si contraddistingue come un Paese che allontana i bisognosi – commenta il sindaco Verona – . A Terrinca nel 1944 si consumò una bellissima storia, con un’intera comunità che assistette una famiglia ebrea mettendo a rischio la propria vita. E’ stato un momento importante anche perché una comunità si è raccolta intorno a una storia di accoglienza».

LA NAZIONE 17 giugno 2018

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